MK83 ver. B (Fabio di Modena): oltre alle varianti introdotte nella versione A, la frequenza di clock del sistema è stata portata a 6 MHz (modificando il counting U96 con un quarzo aggiuntivo) ed  inserendo la serie componenti Z80 di tipo B. Il componente U87=LS02 è stato sul circuito stampato spostato tra la CPU Z80 e U81 in modo da poter posizionare nello spazio vicino allo Z80 CTC un connettore di tipo IDC di cui al momento ignoro ancora l’uso. E’ presente un Quarzo (vicino U96) ed un IC aggiuntivo LS04 (vicino ad U97) per generare la nuova frequenza di clock del sistema di 6MHz. La eprom è diventata di tipo 2732 e gli IC Dram sono ora di tipo 4164 (ne sono presenti solo 8).
Nella scheda disponibile, n
on è presente la parte circuitale relativa alle interfacce RS-232 pertanto oltre alle componenti Z80 SIO/0 e I/O 1488 e 1489 non sono presenti U107=8116 e relativo quarzo per la trasmissione seriale sincrona. Non è inoltre presente U95=LS86. Infine il connettore di alimentazione è a 6 viti invece che ad 8. Dispone di dischetti di sistema operativo CP/M ma senza i file INIT e SYSGEN pertanto è possibile creare copie dei dischetti solo mediante loro creazione da file immagine con IMD.

Nell’Ottobre 2011 quando Roberto Bazzano aveva terminato di resuscitare la mia scheda MK-82 una persona di Modena ci ha scritto mettendoci a conoscenza che disponeva di una macchina per maglieria gestita proprio da una scheda che sembra corrispondere ad una MK-83. La concomitanza con il termine della riparazione della mia scheda ed il venire a conoscenza della presenza in Italia ancora di tale scheda mi lasciò senza parole, soprattutto quando mi giunsero le prime foto:

IMAGE_053

Anche se ricordavo vagamente della sua esistenza la contestualità della sua visione insieme alla rivitalizzazione della mia MK-82 mi ha messo in agitazione. Come saperne di piu’? Ecco che dall’ottobre 2011 ho cominciato a effettuare ricerche su questa parte di mondo. La persona di Modena aveva il problema della usura delle tracce del supporto floppy da 8″ durante il funzionamento del suo sistema. Con il nostro contributo e schemi abbiamo fornito le informazioni utili per poter collegare un drive da 3,5″ alla scheda e indicato come riuscire a replicare tramite il software Imagedisk di Dave Dunfield il disco di sistema. In questo modo il signore di Modena è riuscito nella impresa di continuare ad usare il suo sistema su nuovi supporti da 3,5″.

Quanto segue costituisce una personale analisi che non intende in alcun modo offendere il prodotto commerciale o le scelte commerciali effettuate dalla azienda produttrice. Non conosco il settore tessile, ma probabilmente in precedenza potevano essere utilizzati sistemi a schede perforate se non eventualmente controllando manualmente le modalità di gestione degli aghi per la creazione delle maglie.

Macchina

Dalla scansione del frontespizio del manuale di presentazione della SCOMAR Jacquard NOWA 160 a mio avviso appare evidente come il sistema fosse per l’epoca una evoluzione della tecnologia di gestione per le macchina da maglieria affiancato da un sistema di gestione e programmazione basato su personal computer.

Il manuale riportava infatti un semplice modo per poter impostare le lavorazioni:

11

Di seguito il particolare del computer di gestione:

22

 

La presenza di un bollino con data di controllo della scheda elettronica del 23/5/1989 mi lasciò perplesso perché mentre l’analisi delle date di produzione dei componenti elettronici li posizionava sicuramente al 1989, il progetto della scheda originale Made in USA risaliva al 1980, mentre il progetto del clone italiano (derivato da quello Made in USA) risaliva sicuramente al 1983/1984.

Se la introduzione nella  macchina da maglieria del sistema di controllo con personal computer risaliva al 1989 sembrerebbe dal puro punto di vista della tecnologia del computer  un modo per resuscitare per l’epoca dei fondi di magazzino.

La originale scheda elettronica MK-83 fu progettata delle esatte dimensioni di un drive da 8” e il case appare un classico contenitore di videoterminale evoluto dei primi anni ’80 pertanto in questo modo è come se si fosse passati da un videoterminale ad un computer equipaggiando il primo di una scheda SBC interna.

 Il tutto senza introdurre nel 1989 assolutamente nulla di particolare. Inoltre nel 1989 si disponeva abbondantemente di sistemi MS-DOS e la scelta di dotare la macchina per maglie di un sistema con sistema operativo CP/M probabilmente aiutava a contenere i costi propinando, ripeto dal solo punto di vista tecnologico, chissà quale evoluzione.

Le principali variazioni rispetto alla scheda Bigboard I Made in Usa ed al suo clone italiano denominato MK-82 hanno portato a quella che fu denominata MK-83 ovvero:

  • CPU Z80B operante con clock a 4MHz,
  • Floppy disk Controller WD1797 FDC (in grado di gestire modalità DSDD),
  • un connettore on board anche per drive da 5.25” (situato a fianco  del precedente per gli 8” non implementato sulla scheda),
  • supportava EPROM di tipo 2732 (per risparmiare non avevano montato gli zoccoli per altre 3 eprom),
  • memoria fino a 256KB impiegando chip 4164 (per risparmiare ne hanno montato solo 8 per fornire solo 64Kbyte)
  • per risparmiare non è stata implementata neppure la circuiteria per le 2 porte seriali (a meno del jumper per l’interrupt chain tra i pin 6 e 7 dello zoccolo della SIO) incluso il chip 8116 per trasmissioni seriali sincrone e neppure l’opzione per permettere di invertire i segnali si strobe e ready sulla porta parallela.

Si notano anche alcuni dettagli adeguati ad una fornitura industriale:

  • I connettori (IDC maschi da circuito stampato) per i flat hanno la plastica attorno e i connettori IDC femmina dei cavi flat  si possono inserire solo in un modo evitando errori di inserzione;
  • I cavi di alimentazione in bassa tensione sono terminati con connettori a morsetto.
  • Sono presenti qua e là alcune piste tagliate evidentemente allo copo di modificare il layout della scheda all’impiego specifico di controllo della macchina per maglieria.

33

 

Ecco come appare il sistema dopo il boot del CP/M personalizzato:

44

Purtroppo ulteriori foto ricevute riguardanti il case del computer per cercare di individuare etichette e scritte utili a risalire a fornitori dell’epoca hanno avuto esito negativo pertanto è praticamente impossibile saperne di più.

 Aggiornamento al 15/3/2013

Avendo la disponibilità della scheda ho provveduto ad effettuare alcune modifiche per renderla funzionale:

a) Video Composito: Sostituito un IC da 74LS86 a 74LS136 (open collector) , il transistor 2N2222 e una resistenza;

b) Connettore 34pin: aggiunto IDC maschio sul circuito stampato ed effettuato un apposito cablaggio per poter utilizzare un normale cavo flat a 34 poli per drive da 3,5″ aggiungendo inoltre i drive;

c) modificato il valore di una resistenza per spostare il video di quanto basta verso destra;

Ulteriori verifiche hanno evidenziato che:

– Alla accensione il contenuto della unica eprom 2732 (=4 kbytes)  viene parzialmente ricopiato in RAM all’indirizzo F800H (=2048 Kbytes);

– Al boot del sistema operativo, il loader provvede a copiare il contenuto presente sul disco di sistema in SD da 182byte delle componenti del CP/M (CCP, BDOS e CBIOS) in RAM a partire dall’ indirizzo 1000H, seguito dal NUOVO firmware. Immediatamente dopo tutto quanto viene automaticamente ricopiato a partire dall’ indirizzo DC00H compresa la sovrapposizione del nuovo Firmware al posto di quello originale già in DRAM all’indirizzo F800H;

– Il sistema operativo è contenuto nei dischetti in modalità SD con la seguente sequenza: Track0-Side0-Sect2 to Track0-Side0-Sect26 + Track0-Side1-Sect1 to Track0-Side1-Sect26 + Track1-Side0-Sect1 to Track1-Side0-Sect12. A seguire il volume dati CP/M formato DSDD (presumo TracciaX-Side0 quindi TracciaX-Side1 e successivamente Traccia(X+1)-Side0, ecc);

– Interessante la tabella dei dischi nel CBIOS:
Drive0=A e Drive1=B: area volume dati DS/DD 9 settori da 1024byte per traccia
Drive2=C (A) e Drive3=D (B): area volume dati SS/SD 26 settori da 128byte per traccia
Pertanto con il comando: PIP A:=C:*.* è possibile copiare files da C (con formato SSSD 26 settori da 128byte) ad A (in formato DSDD da 9 settori da 1024byte) trasferendo sulla macchina software ad esempio di provenienza Xerox disponibile in formato IBM standard.

 

Lascia un commento

Search

Categories

Archivi