Di seguito elenco alcune testimonianze dirette di chi “fortunatamente” ha avuto modo di conoscere i progettisti e che, attraverso la descrizione che mi hanno inviato, possono contribuire a ricreare l’atmosfera di quel periodo di fervore tecnologico.

1) Gordon Thompson – Bigboard 1 s/n 5
2) Bill Randle – BigBoard 1 s/n 10th-14th

 

1) Gordon Thompson (ha lavorato con Jim Ferguson)

Jim Ferguson, Russell Smith e io, Gordon Thompson, lavoravamo per una società denominata Automatic Vehicle Monitoring Systems (Sistemi AVM) a Fort Worth, in Texas, per lo sviluppo di sistemi informatici automatizzati per i veicoli.

In precedenza nel 1976, la AVM Systems si chiamava ”Information Identification”. Successivamente nel 1978 cambiò il nome in “Gould Information Identification” e più tardi nel 1979/1980 “Automatic Vehicle Monitoring Systems” or “A.V.M. Systems”.  AVM Systems chiuse nel 1985.

 Eravamo negli anni 1978-1981, quando Jim e Russell si licenziarono per formare una propria impresa producendo e commercializzando le BigBoards, mentre io ho continuato a lavorare per la AVM Systems sino al 1984.

 Prima della scheda BigBoard, Jim e Russell progettarono un computer a scheda singola (SBC) per AVM Systems per Remote Base Station Controller (RBSC) e io ho progettato una scheda interfaccia modem per l’RBSC.

La RBSC era una scatola che equipaggiava il sistema radio di un gran numero di radio della polizia delle dimensioni di un cabinet. L’ RBSC aveva lo scopo di controllare una rete digitale di trasmissione dati via radio a Jeddah in Arabia  Saudita.

Al momento non ricordo se dispongo ancora di fotografie della RBSC anche se ne disegnai la forma e potrei riprodurla. Proverò a ricercare tra le foto fatte in Arabia Saudita. Inoltre ho ancora una scheda che si chiamava MIU – modem interfaccia unit – che ho progettato e che si posizionava all’interno della RBSC.

 Jim poi prese il progetto della RBSC estendendolo in un computer a scheda singola, aggiungendo più memoria, più porte di I/O, interfaccia video, il tutto nei suoi ritagli di tempo libero. Stava ancora lavorando per AVM Systems quando sviluppò la BigBoard I  a casa sua.

Jim era un bel ragazzo alto, orientato per lo più verso l’hardware ed il sistema operativo di un computer.

Molti di noi comprarono da lui la scheda BigBoard I in quanto ogni cosa era alquanto costosa.

Jim e Russell, mentre lavoravano ancora alla AVM Systems, progettarono inoltre un computer portatile chiamato Mobile Data Unit (MDU), di cui io ho progettai l’alimentatore (ne ho ancora uno qui) per le auto della polizia.

Infine come ulteriore informazione aggiungo che Jim sviluppò un computer chiamato “Little Board” di cui vendette i diritti alla Ampro, che ne curò la sua realizzazione e commercializzazione.

A questo link puoi verificare un thread sull’argomento.

Jim vendette anche parti del progetto alla Kaypro, che lo ribattezzò Kaypro 1 e alla Xerox, che tentarono di espanderlo ulteriormente, ma terminarono il loro PC dopo circa un anno.

 Per il BIOS chiamato P.F.M., Russell aveva usato funzioni simili nelle prime versioni di DOS (versione 1.2 o giù di lì) e Unix.

Russell era un personaggio che conosceva molto bene il codice Assembler. Ricordo che il sistema operativo CP/M era molto popolare in quei lontani anni e il contatto tra l’hardware e il sistema operativo CP/M era costituito dagli entry points nella PROM da dove c’erano le istruzioni di salto per la subroutine specifiche con il suo hardware.

A quel tempo, non c’erano sistemi di produzione per fare i circuiti stampati: si doveva creare manualmente dei master in strati, con una procedura chiamata “tape-up” (si usava del nastro nero per le piste e cerchiato per i punti di contatto il tutto su un foglio di vinile) per poi fotografarlo, quindi eseguire i fori per i contatti con un trapanino, quindi inviare l’”opera” ad una azienda per la produzione dei circuiti stampati (P.C.B.) che ce le re-inviavano.

Jim potrebbe aver messo su più tardi una fabbrica per la produzione dei circuiti stampati, anche se non lo ritengo molto probabile.

 I programmi PIP e EDLIN sono stati utili e necessari per trasferire e copiare i file e modificare i file di testo.

 Comprai una unità drive Floppy 8 pollici singola unità (shugart) ricondizionata, senza contenitore e senza cavi di collegamento dalla West Coast per 300 dollari. Solamente i chip di memoria da 64kbytes costarono $400, l’alimentatore era in parte home brew ed in parte acquistato. La tastiera costò circa $ 50 ma senza il proprio case.

Se effettuavi un buco aggiuntivo per il sincronismo di lettura sul dischetto 8” potevi convertirlo ad un uso doppia faccia utilizzando il suo retro. Si aveva bisogno di un programma speciale per scrivere la pista interna di ciascun dischetto – prima di formattarlo.

Nella ricostruzione di queste BigBoard, occorre prestare attenzione alla “velocità”  o al “tempo di ritardo” dei chip di memoria, che hanno bisogno di essere vicini ai chip originali. Ci potrebbe essere una “race condition” che potrebbe causare un blocco. Una race condition si ha quando un segnale segue percorsi differenti e potrebbe causare differenti stati sulle uscite da una rete logica combinatoria (gate) a seconda del ritardo ricevuto da ogni diverso percorso dei segnali in ingresso. (Questo è il motivo per cui i computer hanno un clock: il clock elimina diseguali  ritardi di propagazione dei segnali) .

Non ho guardato la BB1 da vicino per questo. Quindi è bene avere tutti i chip di memoria dello stesso tipo, dello stesso produttore, come i chip sui computer di oggi per esempio sulla interfaccia parallela U90 e U92, U94 e U93 dovrebbero essere tutti la stessa velocità e produttore, e se sono più veloci (ad es. LS anziché L) non è detto migliori l’affidabilità del sistema.

Ho letto da qualche parte che un ragazzo ha costruito la sua Big Board interamente zoccolata, e ciò gli ha consentito se necessario di poter effettuare la sostituzione dei chip.

La BigBoard I può non dare a tutti questo tipo di problema, sto solo suggerendo alcuni principi standard di progettazione logica, dalla mia esperienza su altri progetti.

 Gordon Thompson s/n 5 (venerdì 25/06/2010 3.27)

Ecco come si presenta ancora oggi la mia BigBoard I:

 

 Di seguito è riprodotta una foto della scheda Ferguson Big Board I s/n° 5 progettata e costruita da Jim Ferguson alcuni mesi prima di venderlo come prodotto commerciale, e mettere il primo annuncio su Byte Magazine (Dic 1980):

 

Puoi vedere come non presenti alcuna serigrafia, come è stato per tutto il primo lotto di 8 pezzi. La pellicola color verde fu aggiunta solo a partire dal secondo lotto. Penso che Jim abbia trattenuto fuori dalla prima partita, solo 2 o 3 schede per effettuare test, rivendendo le rimanenti 5 o 6 schede ad altri ingegneri in AVM Systems. Io ricevetti la 5° scheda.

 L’unità consiste della BigBoard I, di un alimentatore, e di una tastiera. Questo è stato da me autocostruito nel 1979. Ho comprato un box gernic, (bello) e praticato una apertura in modo che tutti i tasti della tastiera potessero fuoriuscire dal case. Ho progettato  tutto l’assemblaggio ed è risultato molto carino.

 

 La parte posteriore ha due connettori Dsubs a 25 pin per la connessione di unità floppy, un connettore BNC per l’uscita video, un pulsante di reset rosso, un interruttore on / off, un connettore per l’alimentazione della unità esterna  drive floppy, e un connettore AC per l’alimentatore interno:

 

 Creai una protezione in acciaio verniciato di colore nero per contenere l’alimentazione interna, in modo che apparisse come una scatola nera. Il foro rotondo che si vede sopra è per la ventilazione:

 

 Puoi vedere che la barretta di fissaggio dell’edge connector del cavo flat per il lettore floppy  vicino al connettore a innesto sulla BigBoard si è staccata. Provvedei anche ad un piccolo filtro AC, e un fusibile. Il cavo flat della tastiera è direttamente saldato sul circuito stampato della  medesima.

 Il monitor è di colore verde, come lo erano tutti a quel tempo, e lo posi sulla parte superiore del case. Lo utilizzo ancora oggi per alcune cose.

 

 Il sistema  ha funzionato bene per molti anni, anche se ha avuto qualche problemino nella partenza a freddo (cold boot), a circa 50 F, a causa di un blocco alla accensione del sistema (probabilmente si creava un certo tipo di “race condition” tra i vari chip sulla scheda), ma dopo aver raggiunto una temperatura superiore il sistema funzionava bene. Ho ancora un floppy da 8 pollici.

 Il BIOS chiamato P.F.M. è la versione 3.3. Russell Smith mi disse allora che P.F.M. stava per “Poweful Fucking Monitor”.

 Il sistema è ancora nel mio garage, ma nel tempo ho perso l’unità floppy (che ho visto su ebay alcuni mesi fa) ed i cavi.


 

2) Bill Randle s/n 10th-14th (sabato 17/07/2010 22.23) (Ha lavorato con David Thompson)

 Ricordo bene la Bigboard I che fu il mio primo computer. Fui un amico e collaboratore di David Thompson, che più tardi fondò la rivista Micro Cornucopia.

In qualche modo lui scoprì la scheda BigBoard I e un gruppo di noi al lavoro ne ordinarono alcune per assemblarle. Penso che le nostre siano state nella gamma di s/n 10-14.

Ricordo che una delle modifiche che ho fatto è stata quello di sostituire la CPU standard Z-80 con una CPU Z-80B e aumentare il clock di sistema da 2,5 MHz a 4 MHz.

Ho scritto un articolo o due per la rivista, così come ho contribuito al software contenuto nei dischi, in particolare il compilatore Small-C. Purtroppo, non ho più alcuna copia della rivista o dei software disk.  

Ho anche perso le tracce di David, e ricordo che, dopo aver divorziato, si trasferì in una altra città (il tutto nel periodo in cui la rivista chiuse credo nel 1989).

L’articolo di Wikipedia dice che lui perse l’interesse, ma quello che mi disse fu che la rivista non era più redditizia. Aveva inserito sempre più articoli più orientati al mondo dei PC per aumentarne la circolazione, ma aumentarono anche i costi di spedizione e non riusciva più a competere con le maggiori riviste di quel periodo. Il risultato fu che non riuscendo più a bilanciare i costi/benefici non voleva ulteriormente peggiorare la situazione e pertanto chiuse.

Molti anni fa ho venduto la mia BigBoard I con il case, 1x SSSD FD e 1x DSDD FD ( la scheda aveva una modifica per utilizzare anche dischi a doppia densità).

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